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MD 65' by Luca Brenta »
la visione del designer
MAXI DOLPHIN 65’ BY LUCA BRENTA “RACCONTATO” DAL DESIGNER
Negli ultimi dieci anni il nostro studio ha avuto la possibilità di ripensare e ridisegnare le barche moderne in molti degli aspetti che erano ritenuti i più consolidati. Piani velici, piani di coperta, sovrastrutture, interni, linee d’acqua e propulsioni - ma anche dettagli minori come sistemi di ancoraggio, boccaporti, ventilazioni, ecc. - sono stati riconsiderati per un uso crocieristico in funzione del peso, dell’estetica e della funzionalità. Impegno progettuale concretizzato in dieci anni di collaborazione con strutture innovative e di lavoro a stretto contatto con professionisti ed artigiani, a volte in Italia ma più spesso in Nuova Zelanda, in Inghilterra o negli States.
Il progetto del
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta nasce dalla richiesta di applicare su una barca di dimensioni relativamente contenute il maggior numero possibile dei concetti da noi studiati per i grandi fast cruiser; nello stesso tempo, la costruzione in piccola serie - preventivata da Maxi Dolphin - ha permesso di avvicinare il prezzo del
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta a quello di barche, di grande serie, non altrettanto innovative e meno ricche di finiture di pregio. Lavorare con un Cantiere come Maxi Dolphin, che già conosceva ed apprezzava il nostro studio, ci ha permesso di poter operare senza vincoli estremamente severi di budget, di fornitori o di sistemi costruttivi; e l’unione di più esperienze, quella del costruttore con la nostra di designer, non poteva dare che degli ottimi risultati. Gli input di base sui quali abbiamo sviluppato il progetto del
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta definivano uno yacht di alto pregio per un Armatore che necessitava di poche cabine e di grandi spazi comuni, pensato per un uso mediterraneo - o comunque in stagioni e condizioni favorevoli - senza che ciò potesse in alcun modo comprometterne la sicurezza, capace di emozionare per prestazioni e bellezza, facile da condurre e da gestire. Il layout degli interni prevede tre cabine doppie a letti bassi, un grande salone e l’alloggio separato per il marinaio; il
garage per il tender e l’attrezzatura velica improntata all’
easy sailing sono tra le caratteristiche salienti del
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta.
Come già da noi sperimentato su fast cruiser di maggiori dimensioni, il piano velico è caratterizzato da una randa importante ed armo a 7/8. La ridotta massa totale dell’armo è ottenuta con l’utilizzo di un albero in carbonio piano, con crocette allargate e quartierate che consentono di eliminare le volanti; la tensione dello strallo di prua è regolata idraulicamente mediante un pistone incorporato nell’avvolgifiocco, una soluzione - già sperimentata su altre nostre barche più grandi - che si è rivelata molto efficiente per un facile trim dell’albero. La randa è facilmente modificabile nella forma o nell’area ed è particolarmente performante nelle andature lasche; è pensata come il motore principale del
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta ed è assistita idraulicamente per la regolazione della scotta, del vang, della base e del cunningham; il sistema dei terzaroli è organizzato con una sola borosa; le stecche lunghe ed un particolare sistema di lazy jack rendono tutte le manovre molto semplici anche se gestite da una sola persona. Il genoa è senza ricopertura ma leggermente più grande dei genoa self-tacking usati fino ad oggi. Sul
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta, infatti, è montato un nuovo sistema di controllo idraulico della scotta del genoa che consente di eliminare la rotaia trasversale tipica del self-tacking, di aumentare la superficie velica, di usare due rotaie tradizionali, di avere il controllo idraulico anche a vela parzialmente avvolta e quindi ridotta e, comunque, di controllare la scotta direttamente dai winches; una novità non da poco. Per le andature portanti il
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta adotta un grande gennaker armato sul bompresso in carbonio lungo circa due metri oppure una nuova vela molto efficiente - la “code zero” - armata su un sistema avvolgibile. Come per i nostri progetti più conosciuti, i concetti guida che abbiamo seguito per il piano di coperta sono stati quelli di rendere l’uso dello yacht più semplice e sicuro, riservando molto spazio alla vita in coperta e prestando molta cura a tutti i dettagli, nei quali abbiamo riversato tutta la nostra esperienza nel design; molte manovre passanti sottocoperta, grandi spazi calpestabili, percorrenze senza dislivelli, aree destinate o modificabili secondo l’uso connotano un look tipicamente “Brenta office”. A prua il bompresso estraibile, l’avvolgifiocco incassato, il sistema di ancora, nascosto a ribaltino, organizzano e rendono elegante una zona normalmente molto tecnica e poco lineare. La piccola tuga contiene recessato un bimini a scomparsa per proteggere il pozzetto, il tavolo esterno ed i divani esterni, da godere in pieno relax anche in condizioni atmosferiche non ideali. A poppa una zona prendisole è prevista adiacente alla piattaforma per il bagno. Nello specchio di poppa - apribile a mezzo di due pistoni idraulici - è stivato un tender custom di 3,80 metri motorizzato con un 90 Hp entrobordo a jet. Una particolare cura è stata riservata al design delle colonnine, delle finestrature, del tavolo esterno e dei sistemi di comando delle funzioni idrauliche.
Gli interni del
Maxi Dolphin 65’ by
Luca Brenta sono stati pensati come evoluzione di quelli da noi disegnati per altre barche, adattati a spazi ed a metodologie costruttive differenti; le soluzioni sono più marine e più soft, in sintonia con la dimensione della barca ed i presupposti di marketing. Il design minimalista degli interni non è uno dei nostri principi ispiratori; ma il nostro back-ground sono i racer, minimali per esigenze d’uso e di peso, e quindi questo concetto viene comunque da noi applicato al decoro; vivendo la barca non si dovrà, comunque, mai dimenticare di essere a bordo di un mezzo tecnologico e non in una villa. Quindi scafo e strutture sono ben visibili e caratterizzati da una finitura che ne denuncia la connotazione di strutture portanti; gli elementi aggiunti sono in teak o in acciaio; il carbonio è usato per il particolare fascino della finitura superficiale e la pelle per la morbidezza del materiale naturale; il feeling col mare è assicurato dalle finestrature a scafo, una sorta di quadro in continuo.
La metodologia costruttiva è conseguenza dei presupposti di progetto; la peculiarità delle strutture a vista imponeva un’ottima finitura della superficie interna dello scafo ed un nuovo sistema di giunzione tra questo e le paratie. Si è pensato di costruire lo scafo su uno stampo maschio che avesse già presenti tutti gli elementi strutturali, in modo da avere una superficie certa su cui montare le paratie strutturali - già prefinite e verniciate - costruite su stampi fuori opera. Gli elementi strutturali sono studìati in modo da poter essere usati come supporti degli elementi aggiunti, assemblati su giunti elastici. Il composito è un preimpregnato di resine epossidiche con un notevole uso di carbonio; il vetro ed il
kevlar sono usati nella pelle esterna, in quanto più soggetta agli urti.